Artrosi di spalla
L’artrosi della spalla è una malattia degenerativa progressiva, che provoca l’usura della cartilagine articolare. Nell’artrosi della spalla, la forma più frequente è chiamata artropatia acromion claveare.
Cos'è l'artrosi gleno-omerale?
L’artrosi gleno-omerale è una patologia degenerativa che interessa l’articolazione principale della spalla, costituita dalla testa dell’omero e dalla glena della scapola.
È caratterizzata dalla progressiva usura della cartilagine articolare, che può determinare dolore, rigidità e una progressiva riduzione della mobilità della spalla.
Sebbene l’artrosi sia più frequente nell’anca e nel ginocchio, anche la spalla può essere interessata da forme di artrosi primaria, legate principalmente a fattori costituzionali, oppure da forme di artrosi secondaria, conseguenti a traumi, precedenti interventi chirurgici o rotture massive della cuffia dei rotatori.
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Diagnosi: esami e visite
La diagnosi si basa sulla valutazione clinica specialistica e sugli esami radiografici, che permettono di evidenziare i segni caratteristici dell’artrosi, come la riduzione della rima articolare e la formazione di osteofiti.
L’inquadramento diagnostico può prevedere inoltre una risonanza magnetica (RMN), per valutare lo stato della cuffia dei rotatori, e una tomografia computerizzata (TAC), qualora siano state individuate alterazioni ossee di una certa entità.
Il trattamento raccomandato
L’inquadramento diagnostico prevede poi una RMN per verificare lo stato della cuffia dei rotatori e una TAC qualora siano state individuate alterazioni ossee di una certa entità.
Il trattamento varia in relazione alla gravità della patologia e alla sintomatologia del paziente. Nelle forme iniziali è possibile ricorrere a trattamenti conservativi, con infiltrazioni ecoguidate intra-articolari di acido ialuronico ogni 4-6 mesi, mentre nei casi più avanzati, quando il dolore e la limitazione funzionale persistono, può essere indicato un trattamento chirurgico, anche di sostituzione protesica dell’articolazione.
Nelle forme di artrosi gleno-omerale primaria, con cuffia dei rotatori integra, nei pazienti di età inferiore ai 65-68 anni, si può eseguire una protesi anatomica, che sostituisce le superfici articolari erose e continua a funzionare grazie all’integrità della cuffia dei rotatori.
Nelle forme secondarie si ricorre spesso alla protesi inversa, che può compensare sia la mancanza parziale o completa della cuffia dei rotatori, sia gravi alterazioni ossee.
Cos'è l'artropatia acromion claveare?
Quando si affronta il tema dell’artrosi, e in particolare delle alterazioni degenerative dell’articolazione acromion-claveare, è fondamentale concentrarsi sulle condizioni che provocano effettivamente dolore alla spalla.
L’artropatia acromion-claveare può essere classificata in quattro forme:
Degenerativa: artropatia degenerativa primitiva, artrosi.
Post-traumatica: diastasi articolare associate a lesioni del disco articolare e della capsula.
Microtraumatica: generalmente associata ad attività che comportano ripetute sollecitazioni della spalla, come sollevamento pesi, ginnastica, nuoto e attività dei portieri di calcio.
Infiammatoria: artrite reumatoide e artriti associate a connettivopatie.
Diagnosi: esami e visite
L’inquadramento clinico del paziente con dolore artrosico rappresenta un passaggio essenziale della visita specialistica.
Durante la visita, gli specialisti di Shoulder Clinic eseguono sia la valutazione clinico-funzionale e i test provocativi del dolore, sia l’ecografia comparativa e dinamica.
Quando necessario, la valutazione può essere completata attraverso un test diagnostico mediante infiltrazione di anestetico locale, utile per approfondire l’origine della sintomatologia.
Tra gli esami strumentali necessari per la diagnosi rientrano le radiografie nelle proiezioni standard.
Spesso lo specialista può valutare anche altre indagini, in particolare la risonanza magnetica nucleare.
Il trattamento raccomandato
È importante distinguere le problematiche che interessano esclusivamente l’articolazione acromion-claveare da quelle in cui l’artrosi acromion-claveare si associa a una lesione della cuffia dei rotatori.
Qualora un trattamento conservativo infiltrativo e riabilitativo, protratto per circa sei mesi, non produca risultati soddisfacenti, può essere considerata la resezione dell’estremità laterale della clavicola in artroscopia e in anestesia di plesso. Se è presente una lesione della cuffia dei rotatori, questa viene ovviamente riparata contestualmente.
